Io sto con Daniele (e con Julia Zegna)

Il 16 giugno di quest'anno, Laura Zegna ha citato Daniele Gamba in giudizio per un post nel suo blog dedicato a Julia Zegna, una misteriosa ed emblematica "pecora nera" della famiglia Zegna.

Come Daniele, io amo Julia Zegna. E Paddy Garcia. E anche Dylan Dog, dato che ci siamo.

Con stima, affetto, rispetto e solidarieta', ripublico il testo di Daniele.

Quest'opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.

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Ripublicate e ridistribuite.

 E' da sempre la più convinta sostenitrice del Parco dell'Alta Valsessera.

In questi 30 anni, donna generosa e appassionata, ha fatto di tutto affinché la tutela dell'Alta Valsessera fosse affidata ad un gestore pubblico: l'assenza di un ente con competenza piena ha infatti favorito molti furbetti, quelli che subordinano le questioni ambientali ai propri affari e commerci.

Innumerevoli in questi anni le dichiarazioni, gli appelli, le manifestazioni che Ella ha condotto in favore del Parco Alta Valsessera.

Julia Zegna

( Una rara immagine di battaglia della latitante Julia Zegna *, gemella di Laura, pecora nera della nota famiglia laniera e per questo da sempre
disconosciuta; da anni è a capo del gruppo clandestino "ZETA - contro l'orgia di potere in alta valle Sessera" )

Ambientalista convinta ha osteggiato con forza chi, nel frattempo, del territorio si serviva per operazioni turistico immobiliari, o per farne un "brand commerciale" abbinato al nome della ditta di famiglia, ovvero chi espandeva le piste con innevamento artificiale e gli impianti meccanici di risalita nell'area più delicata del SIC, là dove dimora il carabus olympiae.

Contro questo "uso" spregiudicato dell'ambientalismo -gli immobiliaristi di un tempo ora si dichiarano "complici della natura" - si è dedicata illustrandone contraddizioni ed ipocrisia.

Ultimamente si è legata per protesta alla base del cartellone reclamizzante l'ultima follia di cemento in Bielmonte.

Bielmonte

Ora che anche gli ultimi resistenti all'idea del Parco (alcuni comuni e comunità montane) pare abbiano cambiato idea (da verificare, siamo in campagna elettorale dove le promesse si sprecano), esausta, può forse considerare vinta la sua battaglia.

Solo un ultimo ostacolo: ottenere che chi ha fatto proprio, fino ad oggi, un territorio, chiamandolo OASI Z, non riesca ad infilarsi nelle nuove stanze, od a condizionare, come ha sempre fatto, con quella fine tecnica di convincimento, spacciandosi per mecenate o "industriale illuminato, i politici di destra e di sinistra.

* (Ahimè, Julia Zegna non esiste!)

Commenti

Ritratto di andres

Abbiamo creato un gruppo in Facebook per esprimere la nostra solidarieta' per Daniele: http://www.facebook.com/group.php?gid=158057833008
Ritratto di andres

Giuliano Ramella ha scritto un pezzo su Danile nella Provincia di Biella.

Per chi non avesse letto l'articolo:

LA PAGA DEL SABATO


Quindicimila  euro di rispettabilità
 

Un primo risultato gli Zegna l'hanno già ottenuto: far conoscere a molte migliaia di persone, in aggiunta alle poche centinaia a cui era in­dirizzata, una disputa che li riguarda in rapporto all'Oasi triverese che hanno creato e gestiscono.

Un secondo risultato potrebbe essere la riscossione della taglia di 150.000 euro posta sulla testa di Daniele Gamba, alias Gamaz, che nel febbraio di quest'anno su internet li ha calunniati, offesi, danneggiati e, ad uno di loro, ha provocato "anche un notevole stato di disagio psicofisico con stato di prostrazione e sof­ferenza, autonomamente risarcibile e provvisoria­mente quantificabile in euro 50.000".

Che sarà stato mai a provocare un tale turbamento nell'ultima delle, grandi dinastie tessili biellesi, sopravvissuta all'a­pocalisse che ha azzerato tutte le altre, e, anzi, in stato di prosperità per l'intelligenza e il prestigio dei suoi condottieri ?

Due paginette due: nella prima compare Julia Zegna (immaginaria gemella di Laura) con mascherina nera e kefiah, descritta nella seconda come guerrigliera ambientalista impegnata a con­trastare le iniziative immobiliari, sportive e gestionali degli Zegna nell'omonima Oasi, ostacolando la crea­zione del Parco Alta Valsessera.

Una robetta nemmeno tanto divertente (Gamaz sa fare satira molto meglio), con un linguaggio ibrido che sta fra l'ironia e la o-       predicazione.

Il giorno dopo averla ricevuta non la ri  ricordavo più. Me l'hanno ricordata in questi giorni, svelandola a molte migliaia di altri che non la conoscevano, i titoli e gli articoli di giornale che urbi et Le       orbi hanno annunciato, l'azione giudiziaria e la richiesta risarcitoria di 150.000 euro da destinare in beneficenza.

Daniele Gamba per vivere fa il castigamatti ambientalista sul web, e per campare il tecnico di radiologia all'ospedale. 150.000 euro rappresentano sei/otto anni di stipendio.

Che gli Zegna lo vogliano spegnere ? Perché non limitarsi ad una querela per diffamazione ? E perché solo 150.000 e non 150 milioni se si tratta di stabilire il prezzo della libertà di satira per uno, dieci, cento Gamaz con cui si può essere in totale disaccordo su forme e contenuti, ma non sul diritto di esercitarla ?

A chieder soldi anziché ret­tifiche ha cominciato, mi pare, anni fa "baffino" D'Alema con una causa miliardaria (in lire) a Giorgio Forattini.

Marco Travaglio passa metà del suo tempo nei tribunali a difendersi dalle richieste milionarie (in euro) di Berlusconi e dei suoi soci. I giornali abbozzano tutte le volte che il bersaglio minaccia di tagliare gli investimenti pubblicitari.

Soldi. L'onore e la rispet­tabilità hanno un tariffario, e con i soldi si annulla anche il disagio psicofisico. Ora questa "cultura" arriva da noi, ma nella storia biellese c'è il sup­plemento di un vago sentore di lesa maestà, e il sospetto che colpendo Gamaz si sia inviato anche un avviso ai naviganti (oddio, e chi li pizzica più gli Zegna ?) per evitare che a qualcuno stufo di fare lo zerbino vengano idee blasfeme.

Il tocco tenero però c'è, ed è rappresentato dalla destinazione dei 150.000 alla be­neficenza. Il tocco genialmente luciferino potrebbe essere designare fin da ora il destinatario del be­neficio: lo stesso Gamaz e la sua rubrica sul web.

Ma questo sarebbe un altro film.