Jose' Baravalle is dead

Dear friends,
my father, Jose' Baravalle, committed suicide this Wednesday, after being yet again accused of the very crimes that he has been fighting during his whole life.

My mother and my father, both antifascist militants in the 70s in Argentina, have been accused of having broken down during torture, and to have caused the death of other persons "directly or indirectly". My mother is now in jail in Italy, facing extradition - with an accusation that does not specify persons nor dates.  My father wouldn't bare to be put on the same side of the fascist criminals that he has been opposing and fighting for more then 3 decades, in Argentina and in Italy.

This is the letter my father left (translated from Spanish):

I don't know what they think I know. This story will never finish. I'm deeply sorry, but I think that this is the only way to finish it.

What happened to my love makes no sense. It's terrible to make the
victims look like the butchers.

Someone will be happy, the ones that really are guilty.

I hope I'll be the one last victim of such barbarity.

To my sons, I love you and I hope that you'll always keep being as you
are. My only fault was that I haven't been able to stand torture.

Where's the human limit?

To my friends and my relatives, I ask you to for forgive me, I have already been through this and I have been absolved, I'm leaving to not have to face it again.

I'm leaving because this has to finish.

Goodbye


Saluti antifascisti / antifascist greetings,

Andres

 

Jose' a Rosazza

 

Commenti

Ritratto di Frank

Carissimo Andres innanzitutto ti rinnovo le condoglianze da parte mia e della mia famiglia, io mia moglie, i miei genitori siamo tutti con voi, purtroppo non abbiamo avuto modo di parlare, vista la grande partecipazione al Funerale, ma sappi che in qualsiasi momento, a qualsiasi ora il mio telefono è sempre acceso +39.377.1311047 oppure +39.331.9988867 e che potrai sempre contare su un amico, sai, purtroppo non abbiamo molto tempo per vederci e parlare, ma ciò che conta non è la quantità, ma la qualità del tempo che si passa insieme. Capisco anche le motivazioni di tuo padre, quando ero nell'esercito, anche io ho vissuto gli orrori della guerra, in bosnia ed in kosovo quindici anni fa e posso capire che cos'ha provato, sai tante volte mi sveglio la notte con gli incubi, sono cose che non mi abbandoneranno mai, ho visto l'inferno cos'è, e posso immaginare come in un attimo una persona si possa in un attimo ritrovare proiettata in questo inferno anche tanti anni dopo. Siate orgogliosi di essere stati suoi figli perchè era veramente una grande persona, l'unico mio rammarico è quello di non averlo potuto conoscere meglio. Tanti cari saluti, e ricorda, la porta è sempre aperta. Ciao Frank
Ritratto di andres

Grazie mille, Frank. Oggi come ieri, gli amici sono sempre gli stessi. Un abbraccio grande.
Ritratto di Riccardo

Grazie per avermi fatto avere il tuo blog, hermano. mi ricordo di quella volta che siamo stati a Rosazza, bevendo vino con tuo padre, era un primo maggio di piú di 10 anni fa. mi ricordo della sua semplicitá, della sua voglia di fare festa in un giorno tanto importante per i diritti delle persone a essere liberi, in un giorno in cui mandare a fanculo un fascista suona piú gratificante e giusto. É terribile quello che é successo, prima e dopo, peró é anche facile capire lo stato d'animo di una persona alla quale i fantasmi del passato ritornano in questa maniera cosí diretta. Sono d'accordo con Frank, Andres, per cuanto uno vive lontano e non ci si sente da un mucchio di tempo, i ricordi e le persone, quelle importanti, rimangono tutta la vita... e la porta é sempre aperta... un abbraccio Riccardo
Ritratto di Anonymous

Sorry to hear about your loss.

Shima

Ritratto di andres

thanks Shima, it's much appreciated,

    Andres